L’agronomo Michele Lodigiani su Agrarian Sciences ci ricorda che da sempre la narrazione cinematografica ha privilegiato l’ambiente urbano rispetto a quello rurale. Anzi, spesso, il mondo contadino o ha fatto da inutile sfondo alle vicende narrate o è stato esaltato come controcanto al mondo urbano. Ma ci sono delle eccezioni e Michele Lodigiani ce le ricorda, analizzando prima Riso Amaro di De Santis (una storia di risaia che ha il passo di una tragedia greca) e L’albero degli zoccoli di Olmi (una commossa elegia contadina per un passato di cui si onorano i valori profondi e si denunciano nel contempo le drammatiche iniquità sociali): il primo, del 1949, uscito quando l’Italia era ancora un paese prevalentemente agricolo; il secondo, del 1978, girato quando di quell’Italia non si era ancora del tutto persa la memoria. Poi, nell’articolo, Lodigiani passa ad esaminare due film non molto noti ma che mostrano questi due diversi approcci: Alcarràs – L’ultimo raccolto di Carla Simón e Omelia contadina di Alice Rohrwacher. Il primo ha cura di documentarsi sull’agricoltura e su chi vi opera (nel bene e nel male), l’altro non trova aderenza alla realtà, anzi è piegato alle esigenze, spesso ideologiche, di chi racconta.
https://www.agrariansciences.it/2026/02/due-diversi-modi-di-raccontare-la-vita.html#more







