Si racconta che, quando il nostro pianeta era giovane e forte, dunque si era appena formato, la sua superficie fosse una landa desolata di rocce aguzze, disseminata di colate laviche provenienti da vulcani in eruzione. L’aria era un fumo irrespirabile ricco di gas. C’era poca o nessuna acqua liquida. Proprio quando la situazione stava iniziando a stabilizzarsi, dallo spazio una raffica di meteoriti di decine di chilometri di diametro si abbatté sulla Terra, cancellando interi paesaggi e lanciando enormi pennacchi di detriti verso il cielo. Questo mondo arido persistette per centinaia di milioni di anni. Infine, l’ambiente si stabilizzò abbastanza da permettere la formazione degli oceani e le condizioni furono finalmente adatte all’emergere della vita microscopica. Questa è la storia che paleontologi e geologi hanno raccontato per decenni e ha un suo storytelling, dall’inferno al paradiso. Ma una serie di prove suggerisce che è completamente sbagliata. Lo scrittore scientifico Michael Marshall, autore di The Genesis Quest, sulla rivista Aeon, fa il punto delle nuove scoperte che stanno ridefinendo l’origine della vita.
https://aeon.co/essays/life-on-earth-emerged-fast-far-quicker-than-we-thought







