Ero appena tornata dalle vacanze con mio padre, una mattina scendo per fare la spesa con papà, volevo aiutarlo. Mentre mio padre mette la macchina sulle strisce blu vedo un cane abbandonato che si aggirava tra i rifiuti e cercava da mangiare.
Era magrissimo, lo sguardo triste, perso nel vuoto. Mio padre entra in un negozio e compra una frittatina di pasta e la dà al cane. Io terrorizzata; avevo paura dei cani. Poco dopo papà apre la porta della macchina: il cane salta su. È stato amore a prima vista per mio padre ma per me no.
Un giorno eravamo a casa dei nonni; ero seduta sul divano rosso e papà sul divano difronte con Ferry, questo il nome del cane, al guinzaglio perché io ero terrorizzata.
Mi alzo e vado vicino a papà per accarezzarlo. Da allora ho voluto molto bene a Ferriccio così lo chiamavo. Si accucciava vicino a me e stendeva in braccio per essere coccolato: una perfetta coperta di Linus. Dieci anni meravigliosi poi un giorno abbiamo scoperto la leucemia e ci ha lasciato poco dopo. Casa senza di lui era vuota. Un cane che ci ha dato tanto affetto e che aveva bisogno di tanto affetto. Una mattina portandolo a fare la solita passeggiata, papà incontra una signora che lo avvicina. Era una signora che aveva notato questo cucciolo bianco e nero per strada ma avendo già quattro cani il quinto sarebbe stato impegnativo. Si ferma a parlare e racconta a mio padre la storia: è stato abbandonato due volte ed una di queste chiuso in una busta di plastica. È stato abbandonato due volte. La signora fu felice che papà lo avesse preso con lui e che gli avrebbe dato l’amore di cui aveva bisogno. Ferry era diventato parte della famiglia.








